Cibo, Civiltà e Costo della Vita

 

progettoVERTICALE

Page history last edited by Alessandro Giorni 1 yr ago

 Ho già accennato al mio desiderio di lavorare ad un TEMA DI CIVILTÀ, con l’obiettivo di avviare all’immagazzinamento delle parole in una rete di associazioni.

Provo a formulare una ipotesi di percorso con riferimento alle prime voci delle slides di mercoledì tanto gentilmente messe a disposizione dal nostro insostituibile Alessandro.

Inserisco qui questa mia proposta poiché non so se essa possa già avere accoglienza in Condivisione materiali. Certamente Laura ed Elianda sapranno indirizzarmi.

Il tema non è inedito ma neanche, io spero, troppo abusato. Potrebbe a mio avviso consentire di destreggiarsi tra materiali e fonti di vario tipo, facilmente reperibili, e di effettuare confronti e collegamenti tutti da inventare:

Il titolo ..

Un pasto nella Roma antica: cibo e convivialità.

La spesa del povero e del ricco e il costo della vita.

LESSICO ATTRAVERSO TESTI SPECIALISTICI

Vorrei poter selezionare degli autori la cui opera possa avere una qualche pertinenza con il tema dato. Ad es.

Marziale, Epigrammi    

Rimandi a cibi, bevande e a conviti in diversi epigrammi

Orazio, Sermones 2    

Descrizione del banchetto offerto da Nasidieno Rufo a Mecenate

Petronio, Satyricon    

Esempio dello sfarzo alimentare di età imperiale nell’episodio della cena di Trimalcione

(Tali indicazioni sono naturalmente assai parziali e da integrare)

La lettura di tali opere con testo a fronte, “ragionata” preliminarmente da noi docenti e poi estesa e richiesta agli studenti, integralmente o per ampi stralci, magari in traduzione italiana con testo a fronte, potrebbe mirare alla selezione di passi scelti, da sottoporre successivamente ad attività di traduzione e manipolazione.

Mi piacerebbe in proposito avere un riscontro dai colleghi, infatti una riflessione accompagna, in questi giorni , questa mia attività di “progettazione”: visto che nello studio del latino non si è soliti contribuire al potenziamento del vocabolario attraverso la comunicazione orale, perché non tentare di ottenere un qualche risultato puntando sulla lettura degli autori classici, magari sottoposti a ben mirate e ragionate strategie di potenziamento lessicale? Da parte mia, penso che la nozione di “centralità del testo letterario” possa essere, già dal biennio, utilmente estesa alla didattica del latino.

Possibile a questo punto avviare alla individuazione in contesto di parole, espressioni politematiche, sequenze lessicali complesse.e inoltre introdurre o rinfrescare, attraverso i riferimenti ad un ambito definito , le nozioni fondanti e la terminologia tecnica relative ai livelli di relazioni tra le parole (semantiche, formali/morfologiche, sintagmatiche, ect.)

Ad es.

In vinum/per vinum    Tra i fumi del vino

Vino madens    ubriaco fradicio

Vino tempus aetatis

omne consumere    Passare tutto il proprio tempo in gozzoviglie

Prandiorum apparatus    La magnificenza dei pranzi

Sine mensa prandium    Pasto in piedi

Panem fingere    Impastare il pane

Etc. etc.

LESSICO CON RADICE LATINA NELLE PAROLE INGLESI

Vorrei poter espandere questo percorso, per mettere a confronto lessico e abitudini tra antico e moderno, antichità classica e “vecchia” Europa. Il tutto a partire da una tabella sul modello di quella costruita per il lessico familiare (Provvederò a inserire un maggior numero di dati all’interno di ” Condivisione materiali”).

Latino    Italiano    Deutsch    English    Spagnolo

I CIBI..    

LE BEVANDE..    

I CONDIMENTI E LE SALSE    

GLI UTENSILI DA CUCINA

A TAVOLA    

Comments (4)

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scuolamatteucci said

at 5:17 pm on Jun 1, 2008

Apro un nuovo filone di discussione per sviluppare in modo lineare (quello "deposito chat sincrono non è più adeguato e rischia di confonderci) il discorso iniziato con Maria Daniela e Elena.
Sto spulciando il progetto "in fieri" e mi vengono in mente alcune considerazioni:
a- manca il francese? non ci sono insegnanti di francese nel nostro gruppo?
b- cambierei il titolo in "Cibo e civiltà", articolando poi delle sottosezioni miranti ai due ordini di scuola. Il fine di questa suddivisione è di permettere maggior flessibilità negli specifici ordini di scuola, mantenendo l'unitarietà del progetto didattico.
c- nella scuola media questo progetto si può agganciare utilmente a lezioni di scienze (alimentazione) e di tecnologia (risorse, sistemi economici). Il giro nel caso della tecnologia è un po' largo, ma ci si arriva. Credo (chiedo conferma) che in tal senso possa essere agganciato anche alle superiori.

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scuolamatteucci said

at 5:17 pm on Jun 1, 2008

L’associazione e confronto tra parole, nonché la percezione delle persistenze di significato e di significante tra lingue classiche e moderne, magari per un numero non esteso ma rappresentativo di parole, potrebbe incuriosire e stupire gli studenti e favorire la consapevolezza di radici culturali comuni. Azzardo che si potrebbe in tal caso tentare di favorire la ricezione della nozione classica di koinè, sostanziata da identità e differenze. Ben altro invece, la spersonalizzante uniformazione dettata dai marchi delle multinazionali, cui sono ormai avvezzi i nostri ragazzi!.

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scuolamatteucci said

at 5:17 pm on Jun 1, 2008

a- è evidente che ora il modulo è virtuale: la scuola è finita.
b- pensando all'uso da settembre in poi sarò schietto: noi come insegnanti vogliamo proporre questo modulo così come lo strutturiamo, in modo che gli alunni apprendano, consolidino ecc il lessico che noi *ora* individuiamo, oppure quello che facciamo ora è un rodaggio e riteniamo che a settembre, ottobre ecc si potrà lavorare in modo aperto, quindi lasciare che gli alunni sviluppino il lavoro in modo autonomo?
sarò ancora più crudo: pensiamo al modulo come materiale per una o più lezioni in frontale, oppure come a uno "schema aperto" per lavori di gruppo, magari collaborativi (gruppo A cibo, gruppo B strumenti della tavola, gruppo C esp polirematiche o frasi idiomatiche), magari con l'uso dei dizionari e la riflessione metalinguistica - che gli alunni sanno fare se guidati opportunamente?
Vi prego, rispondete a questa mia domanda, spero che sia chiara.
Proprio poco fa si parlava in skype sulla necessità di condividere noi qui prima di tutto dei metodi, perchè se non condividiamo i metodi i contenuti arrivano ovviamente in modi molto disparati.

Alessandro Giorni said

at 12:04 pm on Jun 2, 2008

Elena: Dunque, proporrei: percorso su cibo e civiltà in cui, a partire dal vissuto e dalle conoscenze attuali dei nostri studenti, il lessico veicola contenuti culturali che vengono arricchiti dalla riflessione sulla lingua stessa, le sue origini, la sua evoluzione nelle diverse LS. Il latino mi sembra il punto di forza e di straordinaria attualità/attualizzazione da cui partire e a cui tornare tanto a livello lessicale quanto culturale. Tutto questo pensato con attività in cui gli studenti siano direttamente impegnati nella scoperta di senso e significato.

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